Martina Rocchi

 

Nata nel 1987 a Genova. Diplomata al Liceo scientifico A. Pacinotti di La Spezia.

Nel 2010, affascinata dal mondo del teatro, entra a far parte della compagnia teatrale “Quelli che il teatro…” di Piana Battola (SP) come scenografa. Progetta e costruisce personalmente strutture e oggetti che affiancano concettualmente la scena ma che si dissociano dalla scenografia classica.

Iscritta nel 2011 al corso di Video-Design all’istituto Europeo di Design di Milano, approfondisce la progettazione e la realizzazione di eventi multimediali, installazioni interattive, set cinematografici e l’utilizzo dei principali software di editing e post-produzione.

Nel 2014 realizza come progetto di tesi una video-installazione dal titolo Sogni Capovolti, nata della collaborazione tra IED Milano e la Fondazione Teatro Grande di Brescia; installazione strettamente legata allo spettacolo teatrale Il Sogno di una Cosa di Mauro Montalbetti, Marco Baliani e Alina Marazzi, per commemorare i quarant’anni dalla strage di Piazza della Loggia a Brescia.

Partecipa con Sogni Capovolti al festival Aperto2014 di Reggio Emilia, alla 24° edizione di Invideo e allo Zero Design Festival 2015 con l’assegnazione dello Student Rumble Pitch per l’alto valore emozionale della sua opera.

Nell’aprile 2015 realizza per il 70° anniversario della Liberazione dal nazifascismo l’installazione Efecto Mariposa. Luce sul passato per illuminare il presente presso la Galleria di SpazioAref a Brescia.

Nello stesso anno riceve il primo premio come grafica al Concorso Nazionale Folle d’artista premio Pippo Ravera nella città di Fossano.

Tra il 2015 e il 2016 collabora alla progettazione e alla realizzazione della video-installazione La Valigia dei Ricordi a Milano.

Progetto ideato dalla Cooperativa Paloma 2000 per eventi e manifestazioni dedicati all’esplorazione e alla conoscenza della malattia di Alzheimer.

Ad oggi lavora presso lo studio No Noise di Sarzana (SP) che si occupa di comunicazione d’impresa, eventi e video-installazioni. Collabora spesso con Paolo Ranieri, professore IED e socio di un collettivo di video artisti chiamato Karmachina.